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Alice Blunden, la donna vittima di due sepolture premature

Gli errori li commettono tutti: errare umanum est, ma perseverare autem diabolicum. Questa donna venne sepolta per ben due volte da viva, portandola a una morte lenta e dolorosa.

Chi era Alice Blunden

Della sua vita non si conosce praticamente niente. Alice Blunden, da nubile Alice Davies, Sposò William nel 1656. La famiglia era ben conosciuta e compare regolarmente nei registri municipali dal XVI secolo. Nel 1671 erano coinvolti in una contesa della proprietà a Basingstoke, ma non per questo fatto divennero noti, bensì per un altro molto terrificante.

La sua lapide, immagine tratta dal sito findagrave.com

La “morte”

Un breve e impreciso racconto venne pubblicato nel 1748, ma si ha un altra testimonianza in un trattato che risale al 1675, un anno dopo della sua morte (che potete trovare in questo nostro altro articolo).

Il marito William era un maltster, un lavoratore del malto per la birra e whisky. La moglie Alice era “Grassa e grossolana”. Un giorno bevve una grande quantità di acqua al papavero e si addormentò, senza mai più risvegliarsi. Dopo un dialogo con un farmacista, Alice venne data per morta. Il marito, avendo molte faccende da fare a Londra, chiese di seppellirla dopo il suo rientro, ma essendo in sovrappeso e facendo molto caldo venne sconsigliato.

Alice Blunden, la donna vittima di due sepolture premature

Pochi giorni dopo la sua morte alcuni ragazzi che stavano giocando nelle vicinanze sentirono delle voci provenire da sotto terra. All’inizio non furono creduti, ma quando anche altre persone udirono, si decise di riesumarla. Il corpo venne trovato “picchiato in modo deplorevole” e probabilmente era il risultato delle ferite inflitte a sé stessa per scappare.

Trovandola in quello stato, credettero che fosse morta veramente. La rimisero nella tomba la seppellirono e convocarono la mattina seguente il medico legale. Al suo arrivo la donna era in uno stato pauroso: “si era strappata gran parte del lenzuolo arrotolato, si era graffiata prima in diversi punti e si era picchiata la bocca così a lungo finché era tutto sanguinante”.

Nessuno venne né incolpato né condannato, ma il comune dovette pagare una multa per la negligenza