
Sul nostro pianeta molti sono i luoghi che affascinano le persone: da una parte per la loro posizione e bellezza, dall’altra per la loro Storia. Uno di questi è sicuramente il Monte Athos, un luogo tanto magnifico quanto rigido in termini di regole interne e requisiti d’accesso. Infatti, come si evince dal titolo, gli individui di sesso femminile non possono entrare. Dunque si potrebbe pensare che il Monte Athos si trovi in uno dei Paesi del Medio Oriente o Asia, quali Iran o Afghanistan, in cui le donne sono prive ogni diritto. Ma non è così. Questo luogo si trova proprio in Europa, in particolare nella Penisola balcanica.
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Breve storia del Monte Athos
Il Monte Athos è uno Stato autonomo situato nella Grecia settentrionale. Il potere è nelle mani di monaci ortodossi ed è soggetto alla giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e a quella politica del ministero degli affari esteri greco. La comunità monastica venne fondata nel X secolo da Atanasio l’Atonita ed è ora parte dell’Unione Europea, in quanto parte della Repubblica ellenica. Tuttavia, lo Stato Monastico ha dei privilegi: nonostante debba sottostare alla maggior parte della legislazione comunitaria, esso non rientra nell’area EU per quanto riguarda il fisco.
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Inoltre, nonostante faccia parte dell’area Schengen (area in cui le frontiere sono aperte), per visitarlo non basta la sola carta d’identità o passaporto, ma si deve avere un permesso speciale, il Diamonitirìon (Διαμονητηρίων), che dura 4 giorni, e soprattutto si deve essere cittadini di sesso maschile.

Le donne non possono entrare
Considerato da alcuni un gesto sessista e da altri una tradizione, il divieto di ingresso alle donne è una caratteristica peculiare del Monte Athos. Infatti, essendo abitato da soli monaci di clausura, nel territorio possono entrare solo uomini. Inoltre, gli abitanti considerano il Monte Athos il giardino della Vergine Maria, unica donna ad averlo percorso. Il divieto non riguarda solo gli umani, ma tutti gli animali domestici esclusi uccelli, insetti e gatti. Inoltre, tutti i minorenne (a prescindere dal sesso) non hanno il permesso di accedere al Monte.

Il controllo avviene nel porto di Uranopoli (punto d’arrivo) e se necessario anche all’entrata della città. Nel corso della storia sono poche le volte che il divieto è stato violato: nella seconda Guerra mondiale un gruppo di partigiani comunisti greci, con all’interno anche donne, si è rifugiato nella montagna. Se una donna dovesse provare a varcare il confine della Repubblica monastica, ella verrebbe punita direttamente dalla legge greca.
L’accoglienza nei monasteri
All’interno troviamo 20 monasteri di differenti paesi: 16 dalla Grecia, uno dalla Georgia, uno dalla Serbia, uno dalla Bulgaria e uno dalla Russia. Per visitarli occorre prenotare molti mesi prima, poiché i visitatori alloggiano nei monasteri stessi. Solo il 10% dei 30.000 visitatori annui è starniero. All’arrivo i visitatori vengono accolti da un monaco che offre loro caffè greco, lokum (dolcetti zuccherati), rakı (acquavite) e acqua. Vengono poi accompagnati nell’archontarìke (foresteria), dove sono presenti le camere in cui alloggiare.


Regole da rispettare
All’interno della Repubblica vigono rigide regole che tutti devono rispettare: Il tramonto corrisponde a mezzanotte e i monaci si svegliano all’ora sesta per la preghiera. Il pranzo è servito in prima mattinata e la cena intorno alle 17. I visitatori mangiano con i religiosi e tutto si svolge in meno di 15 minuti in assoluto silenzio, mentre un monaco legge le Scritture.
Testimonianze storiche
All’interno sono presenti numerose opere artistiche bizantine, manoscritti, icone e scritti, raccolti nella filocalia, di monaci vissuti lì. Ne è un esempio il mistico Silvano del Monte Athos (1866-1938), le cui opere sono state tradotte nelle principali lingue occidentali.







