
Se pensiamo alla pena di morte, subito ci viene in mente l’antichità, il Medioevo o, comunque, periodi storici lontani da noi. Basti pensare che in Italia venne condannata dapprima da Cesare Beccaria, nonché nonno materno di Alessandro Manzoni, nella sua opera Dei delitti e delle pene; poi ne venne ufficializzata l’abolizione nel 1889 con il Nuovo codice penale di Giuseppe Zanardelli. Tuttavia, la pena di morte è una pratica ancora molto diffusa al di fuori dell’Europa. Non solo Africa o Asia, bensì anche negli Stati Uniti d’America, in cui numerosi Stati la utilizzano con punizione a crimini gravi come omicidi.
Non sempre però a subirla è il vero colpevole, come lo mostra la storia di George Stinney, il ragazzo più piccolo a mai essere stato giustiziato tramite sedia elettrica…
George Stinney, colpevole di essere nero
1944, George Stinney, classe 1929, venne accusato di aver ucciso l’undicenne Betty June Binnicker e Mary Emma Thames, 7 anni, che vennero trovate senza vita il giorno dopo della loro scomparsa. Erano state picchiate e uccise con un’arma di ferro creata al momento dell’attacco. Vennero avviate subito le indagini, a cui partecipò anche il padre di George.

Inizialmente George venne arrestato, insieme al fratello poi rilasciato, dal vice sceriffo Newman, il quale affermò che egli confessò di essere stato l’artefice dell’omicidio. Disse, inoltre, anche il luogo in cui si trovava l’arma del delitto. Tuttavia, non esiste nessun documento ufficiale firmato dal ragazzo. Successivamente, i sospetti su di lui erano aumentati in seguito a una confessione di un suo maestro: a scuola era considerato un bullo e graffiò una sua compagna con un coltello.

In seguito all’arresto, la famiglia andò in rovina: il padre perse il lavoro e di conseguenza anche la casa donatagli dal datore di lavoro. Rimase in prigione per 81 giorni senza vedere né genitori né altri famigliari. Il processo durò solamente una giornata: la presentazione delle accuse e prove durò circa 2 ore e mezza e la decisione della giuria solo 10 minuti. George era un ragazzo nero, di origini afroamericane, e nell’aula non era presente nessuna persona nera, solo bianchi, tutti contro di lui, senza che avesse nessuno per difenderlo.

Il processo
Durante il processo solo tre poliziotti testimoniarono e anche se queste testimonianze non erano sufficienti, e soprattutto non certe, venne condannato alla pena di morte tramite sedia elettrica dopo soli 10 minuti di discussione. È stata la persona più piccola nella storia mondiale a essere giustiziata.

Il 16 giugno 1944, alle 19:30, George entrò nella camera di esecuzione con una bibbia in mano, sulla quale poi si sedette sulla sedia per fare da rialzo. Venne data la prima scossa da 2400 V, la maschera gli cadde mostrando i suoi occhi sbarrati e la bava alla bocca provocata dalla scossa. Dopo 4 minuti dalla prima scossa venne dichiarato il decesso.
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Ultime notizie inerenti al caso
Il 17 dicembre 2014, esattamente 70 anni dopo l’accaduto, la giudice Carmen Mullen decise di revocare la condanna perché non ebbe un processo equo e privo di un’adeguata difesa. I famigliari delle due vittime, nonostante avessero affermato che il processo nei confronti di George Stinney fosse stato ingiusto e razzista, non vollero revocare la condanna, in quanto convinti della sua colpevolezza.

Venne realizzata una lapide per ricordarlo con incisa la scritta: ” GEORGE STINNEY, JR. 21 OTTOBRE 1929 – 16 GIUGNO 1944. Ingiustamente condannato, illegalmente giustiziato in Carolina del Sud, la condanna è stata annullata per ordine del tribunale in data 16 dicembre 2014.






