25 September 2022
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Fotografie post mortem dell’età Vittoriana. Cos’erano e perché venivano fatte.

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  • Ottobre 4, 2021
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Fotografie post mortem dell’età Vittoriana. Cos’erano e perché venivano fatte.

La fotografia post mortem, letteralmente “dopo la morte”, era una pratica fotografica iniziata nell’età vittoriana,1837, fino agli anni 40 del Novecento. Venivano fatte per avere una foto ricordo della famiglia dato che c’era un alto tasso di mortalità infantile e quella era l’unica foto che ritraeva tutti i componenti. Le foto ritraevano i corpi con gli occhi aperti o mentre stavano facendo attività quotidiane.

Una foto tipo rappresentante la figlia (la ragazza in mezzo) senza vita

Le prime foto post mortem raffiguravano o il viso o il busto ma non includevano la bara. Tra il 1840 e 1860 era solito posizionare il cadavere in un divano, con gli occhi chiusi e la testa appoggiata su un cuscino, facendolo sembrare un addormentato.

Una foto raffigurante il Vescovo siriano (1945)

Negli anni del Novecento si iniziò a rappresentare i cadaveri come viventi, seduti con gli occhi aperti. i bambini erano mostrati mentre riposavano spesso in una culla o sul divano, a volte con un giocattolo o con i propri animali domestici. I neonati venivano quasi sempre fotografati nelle braccia della madre. Per farli sembrare in vita aprivano gli occhi o li dipingevano sulle palpebre e le guance venivano dipinte di rosa.

Negli ultimi anni venivano solamente rappresentati nelle bare per rendere il tutto più realistico. Anche oggi nell’ Europa orientale c’è questa pratica e nei cimiteri di tutto il mondo è possibile vedere queste foto nelle lapidi dei neonati, morti dopo solo pochi giorni dalla nascita.

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Riccardo Falconi

Ciao, sono Riccardo Falconi e sono il creatore di Mysterius.it. Scrivo articoli e creo video tratti dagli articoli. I misteri, fatti storici e racconti mi incuriosiscono.Gestisco le pagine Instagram, YouTube e Facebook del sito.

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